Non si può parlare di innovazione nel 2020 senza parlare di blockchain, tanto rivoluzionario è il paradigma che rappresenta, con possibili ripercussioni in innumerevoli settori; ma che cos’è esattamente?

L’onda mediatica

Il paradigma della blockchain
cr. Silas Baisch

Molti di noi avranno sentito parlare di blockchain in occasione dell’ondata mediatica del Bitcoin nel 2018, sebbene questa ormai famosa criptovaluta fosse nata parecchi anni prima, nel 2009, grazie alla geniale intuizione di Satoshi Nakamoto.

L’interesse mediatico intorno a questa tecnologia ruota tuttora attorno alla componente finanziaria e speculativa del mercato delle criptovalute, composto da più di 2.000 criptovalute e con un valore stimato pari a oltre 360 miliardi di dollari.
Il solo Bitcoin ne rappresenta una parte enorme e con un market cap che supera i 210 miliardi di dollari, circa il 58.5% dell’intero mercato (ottobre 2020).

Tuttavia, la conoscenza dell’intero ecosistema resta ai più un concetto fumoso e poco chiaro, complice una documentazione scientifica non unificata, a cui si aggiunge un paradigma ancora troppo lontano dal nostro modo di intendere le transazioni e, in generale, internet.

Deve essere chiaro che le applicazioni della blockchain non si limitano alle criptovalute. La blockchain è infatti considerata una delle tecnologie più innovative a disposizione delle imprese al giorno d’oggi. Per fare un’esempio dell’entità di questa rivoluzione informatica, il bitcoin potrebbe essere paragonato all’invenzione di Google, mentre la blockchain a quella di internet: ecco quindi da dove dobbiamo partire per capire il tutto.

Il concetto di fiducia

Il concetto rivoluzionario di blockchain
cr. Kristopher Roller

La componente innovativa della blockchain è legata alla possibilità di sviluppare applicazioni decentralizzate, effettuare transazioni immutabili e rimuovere la presenza di intermediari.

Per comprendere la tecnologia che abbiamo di fronte bisogna necessariamente partire dal concetto di fiducia all’interno della nostra società, e per farlo mi avvalgo di una trascrizione di Satoshi Nakamoto, creatore del Bitcoin:

“Il problema alla base delle valute convenzionali è dovuto alla quantità di fiducia necessaria per far funzionare il sistema. Dobbiamo fidarci del fatto che le banche non svalutino la moneta, ma purtroppo la storia è piena di momenti in cui questa fiducia non è stata rispettata. Dobbiamo fidarci del fatto che le banche conservino i nostri soldi, ma spesso sono scoppiate bolle legate al credito bancario, e solo una frazione dei soldi era effettivamente in possesso della banca. Dobbiamo riporre in queste istituzioni la nostra fiducia in termini di privacy, e fidarci del fatto che i ladri d’identità non svuotino i nostri conti correnti.”

In qualunque business, guadagnare fiducia è un’attività molto dispendiosa, sia per guadagnarla che per mantenerla. La blockchain supera in modo rivoluzionario il problema: la fiducia di un utente non dipende più dai partecipanti di determinate applicazioni, ma nel sistema stesso in cui vengono costruite.

Le origini

Cos'è la blockchain?
cr. Luke Richardson

Le origini del concetto di blockchain risalgono al 2008, quando Satoshi Nakamoto introduce per la prima volta il termine in un articolo del 2008 intitolato “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System”.

Possiamo immaginare la blockchain come un protocollo in grado di garantire proprietà alle applicazioni che saranno sviluppate all’interno del suo ecosistema.
Il paradigma di business a cui siamo abituati viene completamente sconvolto: da centralizzazione passiamo a decentralizzazione, i sistemi chiusi diventano aperti e da territoriali diventano globali, e il garante non è una singola entità, come una banca o un governo, ma il sistema stesso.

Andreas Antonopoulos, nella prefazione del libro Mastering Bitcoin, definisce la blockchain un network che combina fra loro un grande numero di macchine, ognuna delle quali segue una serie di operazioni legate a semplici regole matematiche.

Lo sviluppo di applicazioni uniche come quelle che vediamo al suo interno non sarebbe possibile con un altro tipo di sistema.

Le definizioni di blockchain

Il network della blockchain
Un paradigma rivoluzionario: cos’è la blockchain?cr. seefromthesky.com

Passiamo dunque alle conclusioni (per ora) e cerchiamo di dare una definizione definitiva di blockchain.
Come detto prima non esiste ancora un testo unico che sintetizzi tutto il sapere che si nasconde dietro questa nuova tecnologia, le definizioni che si possono trovare sono molteplici e tutte ugualmente corrette. Alcune di esse si basano sulla struttura, altre sugli applicativi, altre ancora sulle ripercussioni in ambito sociale, politico e finanziario.

Risulta quindi difficile classificarla in un’unica definizione, anche se, parlando di struttura, mi piace inquadrarla come “evoluzione naturale del concetto di Ledger (Libro Mastro)”.

La blockchain è dunque un ledger digitale e decentralizzato. La sua struttura poggia su un network strutturato a catena, in cui gli “anelli” di questa catena sono i registri (blocks) in cui saranno archiviati i dati (da una semplice transazione di un bene a interi programmi).
In questa struttura è sempre possibile l’aggiunta di nuovi blocchi di informazioni, mentre non è possibile modificare o rimuovere i blocchi aggiunti precedentemente alla catena.

La sicurezza del sistema è garantita da una crittografia avanzata e dai vari protocolli di consenso che rendono la catena immutabile.

Innovazione e rivoluzione

Il paradigma del futuro
cr. Alex Knight

In definitiva, la blockchain è una rivoluzione soprattutto a livello paradigmatico, un’innovazione epocale su un pilastro della nostra società: la fiducia.
I risvolti sociali, per gli osservatori più attenti, sono molto maggiori di quelli economici e tecnologici.
Parliamo di un sistema che va oltre la novità nell’infrastruttura di pagamento, nella gestione dei dati e nel monitoraggio della supply chain. Parliamo di un colpo basso alle fondamenta di un apparato socio-economico in cui burocrazia ed enti governativi hanno sempre avuto il monopolio nella garanzia di determinate operazioni.

Ci stiamo affacciando al futuro, con speranze, aspettative e dubbi più che leciti; stiamo costruendo una strada lastricata di opportunità e altrettante insidie, per questo conoscere la logica e la tecnologia che sta alla base di qualsiasi innovazione diventerà sempre più importante.

Non possiamo parlare di futuro perché la blockchain è già il presente, ed è giusto prepararsi a cavalcare l’onda prima che la cresta inizi ad incresparsi, ma la vera domanda è: siamo pronti?

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