Una strategia multi-channel

Channel
cr. Alex Knight

Nel 2020 non si può parlare di brand senza considerare la sua presenza online. Scindere tra marketing online e offline è quanto di più superato si possa immaginare nella strategia di un’azienda; l’omnicanalità è ormai un obbligo non scritto, anche se, per consolidare la propria reputazione spesso si parte proprio dalla presenza online.

Per ogni brand che si rispetti possiamo distinguere una presenza online soft, ovvero la classica pagina Facebook o Instagram istituzionale, oppure una vera e propria presenza multi-channel, in cui si fondono pagine social, sito web, blog aziendale e sponsorizzate (Facebook Ads, Google Ads ecc.).

La ratio di una strategia digitale è sempre la stessa: creare un canale diretto con il consumatore per migliorarne il rapporto, comunicare in modo più efficiente e rapido, intercettar nuovi partner (in caso di un mercato B2B) e generare lead di vendita.

Zero Moment of Truth

Zero
cr. Michael Dziedzic

Momento focale di una buona strategia di branding è lo ZMOT (Zero Moment of Truth). Ma che cos’è esattamente?

Lo Zero Moment of Truth, termine introdotto da Jim Lecinski nel 2011, è il momento successivo allo “stimolo” ricevuto dal potenziale cliente, in cui quest’ultimo cerca informazioni online (su social o motori di ricerca) prima di concludere un acquisto.

Lo ZMOT è un momento della customer journey assolutamente emozionale, e precede un’altra tappa fondamentale, ovvero il First Moment of Truth, una finestra temporale che oscilla convenzionalmente tra i 3 e i 7 secondi, in cui il cliente decide quale brand scegliere fra gli scaffali. Gli scaffali possono essere fisici o virtuali, l’importante è farsi trovare pronti durante lo ZMOT, ma come? Consolidando la propria presenza online, la propria reputazione e, soprattutto, la percezione che vogliamo dare ai consumatori.

Siamo in un’epoca in cui le informazioni per i consumatori sono molte di più rispetto al passato: è più facile reperirle, più veloce e chiunque può comunicarle in maniera adeguata se segue la strategia giusta. Le barriere all’ingresso, grazie al digitale, sono state abbattute in molti campi ed è innegabile che il marketing si basi prevalentemente su una buona comunicazione online.

Questione di coerenza

Offline
cr. Victor Garcia

Spesso si commette l’errore, come detto in precedenza, di scindere comunicazione online ed offline, come se l’online fosse un mondo a parte: nulla di più sbagliato.

La presenza online di un brand non è altro che una continuazione naturale dell’offline, quindi, per fare un esempio, uno studio legale non deve cambiare il suo tono formale quando va a comunicare online, snaturandosi cercando di assumere un tono più informale e giovanile.

L’online è importante prima di tutto che sia coerente con l’offline, offrendo al cliente un’esperienza in cui sia subito riconoscibile il brand, a prescindere da dove venga intercettato.

Questa strategia è importante soprattutto nell’utilizzo dei social network, vera e propria cartina tornasole del rapporto con i propri clienti e della nostra reputazione online ed offline.

Social Network e Influencer

Influencer
cr. Lucas Gouvea

Fra i canali di comunicazione più efficaci per comunicare il brand, c’è sicuramente l’influencer marketing, un trend innovativo che si è sviluppato negli ultimi anni a favore anche di micro-influencer che hanno saputo targetizzare un pubblico per garantire una comunicazione più efficiente ed efficace in termini di conversione.

La complessità di quest’ultimo metodo per affermare la presenza online di un brand merita sicuramente un approfondimento ad hoc, che verrà sviluppato nell’articolo successivo.

Quel che è certo è che una qualsiasi azienda che vuole approcciarsi alle sfide del terzo millennio non deve trascurare nessuno di questi strumenti, evitando, per quanto possibile, il rischio di conformarsi a quelli che sono i canali più utilizzati, prediligendo un’attenta analisi di quello che è il pubblico di riferimento per ottimizzare tempo ed investimenti.

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