La tecnologia blockchain è un universo in espansione, ma in molti settori è già pronta a dare il suo prezioso contributo: dove può venire applicata quindi?

Andiamo ad analizzare alcuni esempi per collegare i casi concreti alla teoria brevemente spiegata nei precedenti articoli.

Transazioni finanziarie

cr. André François McKenzie

È inutile nascondersi, quando si parla di blockchain, anche ai profani viene subito in mente il trasferimento di denaro senza passare per banche e autorità centrali.

Ed in effetti alcuni fra i progetti di blockchain più sviluppati sono proprio legati al mondo finanziario.

Per dare un’idea dell’urgenza del problema che questa tecnologia va ad affrontare, basti pensare al report di McKinsey & Co, che stima che nei prossimi 5 anni le banche mondiali potrebbero perdere circa 100 miliardi di dollari di profitto per colpa di gravose inefficienze di gestione.
Mentre un report di Santander riporta che proprio grazie alla blockchain si andrebbero a risparmiare circa 20 miliardi l’anno.

Un progetto interessante è sicuramente quello di Ripple che si propone non come una vera e propria alternativa a Bitcoin ed Ethereum, quanto piuttosto come una piattaforma complementare rivolta esclusivamente ai grandi player finanziari.

RippleNet, di fatto, trasforma qualsiasi asset finanziario in token scambiabili all’interno di un ledger distribuito.

Automobili a guida autonoma

cr. Jannes Glas

Ebbene sì, anche il mondo delle self driving car sta diventando terra di conquista di progetti blockchain.

Fra i pionieri di questa tecnologia rientra Toyota, che con il suo Toyota Research Institute, nel 2017 ha annunciato il rivoluzionario progetto per lo sviluppo di un “ecosistema per la mobilità del futuro” basato su blockchain e distributed ledger.

Queste le dichiarazioni di Chris Ballinger, Direttore dei Mobility Services, nonché CFO del Toyota Research Institute riportate da La Stampa:

“Per sviluppare veicoli autonomi sicuri ed affidabili serviranno i dati su centinaia di miliardi di chilometri percorsi da conducenti umani, la blockchain e le distributed ledger possono facilitare la raccolta di dati provenienti dai proprietari di veicoli, gestori di flotte e produttori; in questo modo sarà possibile ridurre il tempo necessario per raggiungere questo obiettivo”.

Ad affiancare Toyota in questo ambizioso progetto sarà il MIT Media Lab, in collaborazione con alcune aziende e startup di settore come la tedesca BigchainDB.

L’applicazione della blockchain non si ferma qui, può infatti rivelarsi utile anche in altri due campi di applicazione: la gestione delle transazioni per il car sharing e gli smart contract assicurativi.

Sfruttando blockchain e distributed ledger è possibile dotare l’automobile di una propria identità digitale e un proprio wallet di criptovalute, passando a un concetto ancora più evoluto di autonomia, rendendo l’auto indipendente sia dal punto di vista giuridico che finanziario.

Grazie al concetto di smart property, diventa possibile collegare l’identità digitale della macchina all’identità digitale di una persona, velocizzando esponenzialmente le pratiche di trasferimento della proprietà o di noleggio.

L’automobile potrebbe pagare autonomamente pedaggi, bollo auto e assicurazione, e infine, integrando quest’ultima a uno smart contract, i fondi di risarcimento verrebbero calcolati autonomamente, potendo accedere facilmente a parametri come velocità e rispetto della segnaletica.

Anti-contraffazione

cr. Hermes Rivera

Nell’articolo precedente abbiamo parlato del caso Carrefour e dell’applicazione della blockchain nel tracciamento della filiera dei prodotti a scaffali della catena di supermercati.

Lo stesso concetto può essere riportato per andare a risolvere alla radice un problema concreto che affligge soprattutto il nostro Paese e, nello specifico, il made in Italy: la contraffazione.

A tal proposito è interessante il progetto di VeChain focalizzato proprio su supply-chain e anti-contraffazione. Inizialmente nato sulla piattaforma Ethereum, nel 2018 si è reso autonomo con VeChain Thor.

Il fine ultimo è digitalizzare il prodotto da tracciare, utilizzando strumenti come QR, NFC, RFID e sensori, per trasferire l’identità digitale dello stesso su VeChain Thor.

Così, ogni informazione viene aggiornata in tempo reale, permettendo in ogni momento di controllare il “viaggio” di un prodotto all’interno della filiera.

Un sistema così strutturato è già utilizzato nel settore vitivinicolo, uno dei più colpiti dalla contraffazione.

Un futuro in espansione

cr. Drew Graham

Questi sono solo alcuni esempi di applicazione della blockchain, dal mondo della finanza all’industry 4.0, le possibilità sono infinite e in continua espansione.

Una tecnologia come la blockchain ha il merito di andare a risolvere problemi concreti, come la riduzione delle spese per i trasferimenti di valore, tracciamento della filiera produttiva, ottimizzazione di progetti IoT, sicurezza internazionale e protezione di un marchio.

Il problema della fiducia è solo il punto di partenza di un paradigma rivoluzionario che è destinato a rivoluzionare anche le nostre vite.

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